Sliding City

Sliding City

Sliding City

Sliding City

Sliding City

2016

Designer

Cristina Rachele Ciarnelli, Leda Urbanucci

Nel 1998 il regista Peter Howitt gira il film Sliding Door, un vero e proprio successo che spopola nei botteghini Italiani: questa era la storia di Helen una giovane donna che dopo essere stata bruscamente licenziata, si dirige in tutta fretta verso la metropolitana e in quel momento la sua vita si divide in due dimensioni parallele. Ogni giorno, come nel film, prendiamo decisioni che modificano completamente la morfologia della nostra vita. Questa è una consapevolezza che negli ultimi anni ci accompagna, sia nel disegno della vita sia nella scelta delle cose che facciamo entrare nelle nostre case. Non si può più parlare di “consumatori” ma di “conoscitori” del prodotto.

La voglia di non standardizzarsi e di mettere del proprio nel oggetto è forte, quest’ultima, però, non ha solo il sapore del DIY (do it Yourself), ma si sviluppa, anche, nella scelta del giusto pezzo che si sposa alla perfezione con le mille esigenze personali dettate dalla moderna conformazione della realtà urbana. Come una foto di skyline cittadino “Sliding City” è un complemento d’arredo che fissa al muro l’immagine della vita che più ci rappresenta; pulita ed essenziale, piena di libri e oggetti da ricordare, con tanti cassetti per archiviare; l’unico limite sarà la nostra volontà.

“Sliding City” ha come elemento centrale una mensola/binario su cui far scorrere i moduli, che possono essere collocati nel punto desiderato in base alle esigenze. I moduli in legno, a scelta tra diverse finiture, si presentano in diverse configurazioni con ripiani, ante o cassetti impreziositi da piccoli intarsi in metallo.

La mensola è composta da una cintura portante in metallo e da un piano disponibile in diverse materiali e finiture. Punto di forza di “SlidingCity” è nella possibilità di personalizzare la configurazione dei moduli e dei materiali secondo il proprio gusto estetico.